Le nuove regole di Gmail, Yahoo e Microsoft che stanno cambiando l’email marketing
Data
22 Giugno 2026
di Carolina Bellogi e Benedetta Tubaldo
Negli ultimi mesi Gmail, Yahoo e Microsoft hanno introdotto cambiamenti significativi nella regolamentazione per l’invio massivo di email, con l’obiettivo di proteggere gli utenti da spam, phishing e comunicazioni indesiderate.
Per le aziende che utilizzano l’email marketing come leva strategica di comunicazione, queste novità non possono essere ignorate: il rispetto delle nuove disposizioni determinerà se le email arriveranno davvero nella casella di posta dei destinatari o se finiranno invisibili nello spam.
Di cosa parleremo in questo articolo:
- Perché i provider stanno rafforzando le regole sulle email
- Le nuove regole per chi invia grandi volumi di email
- L’autenticazione diventa obbligatoria
- Mittente e dominio devono rimanere coerenti
- Disiscrizione semplice per non finire in spam
- Il ruolo della reputazione del dominio: la fiducia apre le caselle di posta
- Perché questi cambiamenti riguardano direttamente l’email marketing
- Come SAY supporta le aziende nell’email marketing
- Un cambiamento che può diventare un’opportunità
Perché i provider stanno rafforzando le regole sulle email
Negli ultimi anni il volume di email che circolano quotidianamente nel mondo è cresciuto enormemente. Ogni giorno vengono inviati miliardi di messaggi ma, di questi, una parte significativa è costituita da spam o tentativi di phishing.
I provider di posta elettronica hanno quindi rafforzato i propri sistemi di controllo per proteggere gli utenti e rendere più affidabile l’intero ecosistema delle email.
Gmail, Yahoo e Microsoft stanno andando tutti nella stessa direzione: rendere più semplice il meccanismo per riconoscere i mittenti affidabili e bloccare quelli sospetti.
Per chi si occupa di email marketing, questo cambiamento comporta sostanzialmente una cosa: la necessità di dimostrare con maggiore chiarezza chi sta inviando un determinato messaggio e perché.
In altre parole, la posta elettronica sta diventando sempre più simile a un edificio con un sistema di sicurezza all’ingresso: chiunque arrivi deve dimostrare di avere un badge valido prima di poter entrare.
Le nuove regole per chi invia grandi volumi di email

A partire dal 2024 Gmail e Yahoo hanno introdotto nuovi requisiti per i cosiddetti bulk sender, cioè i mittenti che inviano più di 5.000 email al giorno. Microsoft ha progressivamente adottato criteri molto simili nei servizi Outlook, Hotmail e Live.
Le principali novità riguardano tre aspetti:
- autenticazione delle email
- coerenza tra dominio e mittente
- gestione corretta delle disiscrizioni
Questi requisiti servono a garantire che le email provengano davvero da chi dichiarano di provenire e che gli utenti possano controllare facilmente le comunicazioni che ricevono.
Per le aziende, significa dover prestare maggiore attenzione sia alla configurazione tecnica dei domini e delle piattaforme di invio sia al modo in cui vengono gestite le proprie liste contatti.
L’autenticazione diventa obbligatoria
Il cambiamento più importante riguarda l’autenticazione delle email.
Quando un’email arriva a un server di posta, il provider controlla alcuni elementi tecnici per capire se il mittente è affidabile. Se questi controlli non vengono superati, il messaggio può essere filtrato o rifiutato.
Per questo Gmail, Yahoo e Microsoft richiedono l’utilizzo di tre sistemi di verifica: SPF, DKIM e DMARC.
A prima vista possono sembrare sigle complesse, ma il loro funzionamento è abbastanza intuitivo: possiamo immaginarli come tre diversi controlli di sicurezza.
SPF: la lista degli strumenti autorizzati
SPF, acronimo di Sender Policy Framework, funziona come una lista ufficiale degli strumenti autorizzati a inviare email per conto di un dominio.
Quando un’azienda utilizza una piattaforma di email marketing, il dominio deve dichiarare ai server di posta che quella piattaforma è autorizzata a spedire i messaggi.
Per fare un paragone, sarebbe come dire: “Questi sono i corrieri autorizzati a consegnare pacchi a nome mio”. Se un messaggio arriva da un sistema che non è presente nella lista, il provider lo considererà sospetto.
DKIM: la firma digitale dell’email
DKIM, ovvero DomainKeys Identified Mail, aggiunge una firma digitale al messaggio.
Questa firma consente al server che riceve l’email di verificare che il contenuto non sia stato modificato durante il trasferimento. Possiamo pensarlo come il sigillo su una lettera importante: se il sigillo è intatto, il destinatario sa che il contenuto non è stato alterato lungo il percorso.
Se invece il controllo non va a buon fine, il provider può decidere di bloccare o filtrare il messaggio.
DMARC: il sistema di controllo finale
DMARC, acronimo di Domain-based Message Authentication Reporting and Conformance, aggiunge un ulteriore livello di sicurezza.
Questo protocollo indica ai provider cosa fare quando un’email non supera i controlli SPF o DKIM. Inoltre permette al proprietario del dominio di ricevere report su eventuali tentativi di abuso o impersonificazione.
In pratica DMARC funziona come un supervisore: osserva cosa succede alle email del dominio e segnala eventuali comportamenti sospetti.
Mittente e dominio devono rimanere coerenti
Un’altra regola che i provider stanno rafforzando riguarda la coerenza tra il dominio utilizzato per inviare le email e quello indicato nel campo mittente.
Questa misura serve a contrastare una tecnica molto diffusa nelle truffe online, chiamata spoofing. Lo spoofing avviene quando un’email sembra provenire da un certo mittente ma in realtà è stata inviata da un altro sistema.
Per i provider è un po’ come ricevere una lettera firmata da una banca ma spedita da un indirizzo completamente diverso: è un segnale che qualcosa potrebbe non essere affidabile.
Per questo motivo Gmail, Yahoo e Microsoft richiedono che il dominio di invio sia coerente con quello utilizzato nel mittente e nelle firme di autenticazione.
Disiscrizione semplice per non finire in spam
Un altro requisito introdotto dalle nuove linee guida riguarda la gestione delle disiscrizioni.
Le email promozionali devono includere un sistema di cancellazione chiaro e facilmente accessibile. In molti casi è richiesto anche il cosiddetto one-click unsubscribe, cioè la possibilità di disiscriversi con un solo clic.
Rendere semplice il processo di disiscrizione a una newsletter è anche strategico: serve a evitare che gli utenti segnalino le email come spam quando in realtà vogliono semplicemente smettere di riceverle. È una piccola modifica tecnica, ma ha un grande impatto sulla reputazione del dominio e sulla qualità complessiva delle comunicazioni.
Il ruolo della reputazione del dominio: la fiducia apre le caselle di posta
Oltre ai controlli tecnici, i provider osservano con attenzione il comportamento degli utenti.
Se molte persone aprono le email, cliccano sui contenuti o interagiscono con il messaggio, il dominio viene considerato affidabile. Se invece gli utenti ignorano i messaggi o li segnalano come spam, la reputazione del mittente peggiora.
Possiamo immaginare la reputazione del dominio come la reputazione di un negozio in una strada molto frequentata. Se il negozio è conosciuto, le persone entrano volentieri e parlano bene dell’esperienza, diventa un punto di riferimento. Se invece i clienti escono infastiditi o smettono di entrarci, la fiducia cala rapidamente.
I provider di posta ragionano in modo simile: quando le email di un dominio vengono aperte e ricevono interazioni, quel mittente viene considerato affidabile e i messaggi arrivano più facilmente nella inbox principale. Se invece gli utenti li ignorano o li segnalano come spam, la fiducia diminuisce e i filtri diventano più severi.

Perché questi cambiamenti riguardano direttamente l’email marketing
Per le aziende che utilizzano newsletter e automazioni email nei loro processi comunicativi e commerciali, queste nuove regole hanno un impatto importante.
Se l’autenticazione del dominio non è configurata correttamente o se la reputazione del mittente è bassa, le campagne possono avere problemi di deliverability.
La deliverability è la capacità di un’email di arrivare nella casella di posta principale del destinatario.
Premere “invia” non è più sufficiente: bisogna assicurarsi che il messaggio superi tutti i controlli dei provider e che venga considerato affidabile.
Questo significa che l’email marketing richiede oggi una gestione più attenta sia dal punto di vista tecnico che da quello strategico.
Come SAY supporta le aziende nell’email marketing
Le nuove regole introdotte da Gmail, Yahoo e Microsoft stanno rendendo l’email marketing sempre più strutturato e professionale.
Per questo molte aziende scelgono di gestire le proprie newsletter e campagne con il supporto di partner specializzati.
In SAY aiutiamo i brand a progettare e ottimizzare strategie di email marketing efficaci, partendo proprio dagli aspetti che oggi hanno maggiore impatto sulla deliverability.
Il nostro lavoro include la verifica della configurazione tecnica dei domini di invio, l’ottimizzazione delle piattaforme utilizzate per le campagne e la progettazione di strategie editoriali per newsletter e automazioni email.
A questo si aggiunge il monitoraggio continuo delle performance, che permette di migliorare nel tempo la qualità delle comunicazioni e la reputazione del dominio.
Un cambiamento che può diventare un’opportunità
Con le nuove regole introdotte dai provider, l’ecosistema delle email sta diventando sempre più selettivo. I messaggi inviati senza configurazioni corrette o senza una strategia chiara fanno sempre più fatica a raggiungere la inbox degli utenti.
Allo stesso tempo, le aziende che investono in una gestione professionale dell’email marketing possono ottenere risultati migliori rispetto al passato.
Quando autenticazione tecnica, qualità dei contenuti e gestione delle liste lavorano insieme, le newsletter tornano a essere uno degli strumenti più efficaci per costruire relazioni con clienti e prospect.
Se vuoi capire come adeguare le tue campagne alle nuove linee guida di Gmail, Yahoo e Microsoft, possiamo aiutarti ad analizzare il tuo sistema di invio e progettare una strategia di email marketing realmente efficace.