Per un Bid l’ADV perse la cappa. Come fare per vincere la partita?
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23 Ottobre 2024
Per un Bid l’ADV perse la cappa: la nostra esperienza all’AdWorld Experience 2024
Il 18 ottobre 2024 Alberto Narenti head of ADV e strategy in site By site, ha partecipato come speaker all’AdWorld Experience, uno degli eventi più importanti a livello internazionale dedicati al mondo dell’advertising e del digital marketing.
La nostra presentazione, dal titolo “Per un Bid l’ADV perse la cappa”, parte da una metafora artistica che si basa sul famoso quadro di Caravaggio, “Il Baro”. L’opera rappresenta un giovane giocatore di carte ingannato da un baro e il suo complice.
In questo contesto, il giocatore è l’ADV Specialist, il baro è Google e l’algoritmo è il complice, che sembra guidare le dinamiche di gioco.
Questo parallelismo ci ha permesso di mettere in luce le sfide che i professionisti del settore affrontano quotidianamente: l’apparente mancanza di trasparenza degli algoritmi di Google Ads e le continue evoluzioni delle strategie di bidding.
Questa analogia ci permette di comprendere meglio il ruolo che giochiamo nel mondo dell’advertising oggi, dove non basta essere bravi a giocare: serve capire il sistema.
I sistemi di bid: fra teoria e pratica
Quando parliamo di Google Ads, una delle prime questioni su cui ci concentriamo è il bid. Le strategie di bidding sono cruciali, lo sappiamo bene. Negli anni, abbiamo visto come Target ROAS, Target CPA e altre modalità di bid abbiano preso il controllo delle campagne. Ma spesso ci dimentichiamo che ottimizzare il bid è solo una parte del puzzle.
Un esempio? Il Target ROAS sembra il Santo Graal per molti, ma la realtà è più complessa. Nelle campagne di lead generation, ad esempio, il Target ROAS può portare al blocco della spesa se non supportato da un volume adeguato di conversioni o da segnali chiari. Questo perché l’algoritmo ha bisogno di dati, tanti e di buona qualità. E quando questi dati mancano, il sistema si inceppa, come un giocatore che non sa più quale mossa fare.
Il Target CPA, invece, può essere più affidabile in questi casi, poiché si concentra semplicemente sulla generazione di conversioni senza preoccuparsi troppo del valore di ciascuna.
Il nostro lavoro, però, va oltre il bid. Le modifiche alle offerte, la struttura della campagna, il targeting: tutti questi elementi influenzano le performance, ma il vero valore si trova al di fuori dei pannelli pubblicitari, vale per Google come per qualsiasi altra piattaforma.
Ciò che fa la differenza tra una campagna buona e una campagna eccellente è la capacità di un advertiser di leggere tra le righe, di capire quando le campagne sono solo un elemento del problema e non la soluzione completa.
Ottimizzazioni e impatti concreti
Nella nostra esperienza all’AdWorld Experience abbiamo sottolineato l’importanza delle ottimizzazioni a livello di bid e come esse influiscano direttamente sul successo delle campagne. Parallelamente abbiamo sottolineato il concetto che non basta “massimizzare le conversioni” oppure “ottimizzare il ROAS”: occorre considerare fattori esterni, come la competizione e il contesto di mercato. Solo così possiamo realmente incidere sui risultati e portare a casa la vittoria.
Lavorare sulle ottimizzazioni, infatti, significa andare oltre la pura configurazione tecnica della campagna. Significa comprendere le dinamiche di un algoritmo che evolve, di un mercato che cambia, e adattare continuamente le strategie in base ai segnali che riceviamo. Come in ogni partita a carte, dobbiamo essere capaci di anticipare le mosse degli avversari, ma soprattutto di adattarci rapidamente a nuovi scenari.
Il futuro dell’ADV Specialist
In chiusura all’evento abbiamo partecipato alla tavola rotonda con gli altri Speaker, (tutti grandi esperti e professionisti appassionati) dove abbiamo parlato anche del futuro dell’advertising e di come si sia evoluto il settore nel corso degli anni.
L’ADV Specialist moderno non è più solo un tecnico che sa come impostare una campagna. Oggi è uno stratega, un interprete di dati e un visionario che guarda oltre il presente per prevedere i futuri sviluppi del mercato.
Non basta più ottimizzare il bid o le campagne: bisogna capire come giocare la partita nel suo complesso. Siamo passati dall’essere semplici esecutori a veri e propri orchestratori di una strategia più ampia, che coinvolge non solo Google Ads, ma l’intero ecosistema digitale in cui operiamo.
La partita è ancora aperta. Sta a noi decidere se vogliamo limitarci a seguire le regole dell’algoritmo, o se preferiamo giocare la nostra mano con intelligenza e creatività.
Se ti sei perso la nostra presentazione o vuoi approfondire i temi trattati, contattaci per saperne di più!