SEO e Intelligenza Artificiale: sei pronto all’evoluzione della ricerca online?
Data
19 Maggio 2025
L’adozione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca sta trasformando radicalmente il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni. Finora, la ricerca online è stata dominata dai motori tradizionali come Google, ma l’emergere di modelli linguistici avanzati (LLM) come ChatGPT, Gemini e Perplexity sta ridefinendo il panorama digitale.
Questa evoluzione non solo impatta la SEO (Search Engine Optimization), ma introduce anche nuovi touchpoint tra brand e utenti, ridefinendo le strategie di visibilità e coinvolgimento. Le aziende e i professionisti del settore devono quindi adattarsi a un ecosistema in cui le interazioni con i contenuti avvengono sempre più attraverso assistenti AI, rendendo fondamentale ottimizzare la propria presenza su queste nuove piattaforme.
Per essere trovati online e mantenere volumi e rilevanza, oggi, è indispensabile avere una strategia che tenga in considerazione la visibilità sui principali tool di AI.
Di cosa parleremo in questo articolo:
1. Il panorama attuale: AI Search Engine vs Google
1.1 Google è destinato a scomparire?
Secondo gli ultimi dati di StatCounter, Google continua a dominare il mercato dei motori di ricerca, nonostante una lieve flessione: la sua quota è passata dal 91,47% di gennaio 2024 all’89,78% di gennaio 2025. Tuttavia, l’ascesa di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, come ChatGPT e Perplexity, sta iniziando a ridisegnare il panorama della ricerca online, modificando le abitudini degli utenti e introducendo nuove modalità di accesso alle informazioni.
Secondo Bloomberg, strumenti come Perplexity AI potrebbero ridurre il traffico su Google di oltre il 90%. Questi chatbot offrono risposte dirette e personalizzate, superando le tradizionali pagine di risultati di ricerca (SERP) e attirando un numero crescente di utenti.
Dal canto suo, Google prevede di trasformare radicalmente il suo motore di ricerca nel 2025, con funzionalità che permetteranno di affrontare domande più complesse e migliorare l’esperienza utente. Il CEO Sundar Pichai ha dichiarato che gli utenti saranno sorpresi dalle nuove capacità del motore di ricerca.
Nonostante la crescente popolarità dei chatbot AI, Google ha mantenuto una posizione stabile, con 2,7 miliardi di accessi giornalieri a gennaio 2025. Gli analisti suggeriscono che i chatbot stanno catturando solo una parte dell’attività incrementale legata all’AI, senza intaccare significativamente il traffico di Google.
Google sta puntando su Gemini 2.0 per competere con ChatGPT e Perplexity. Questa nuova tecnologia promette interazioni più avanzate e personalizzate, trasformando il modo in cui gli utenti interagiscono con i risultati delle ricerche. Le SERP tradizionali potrebbero essere sostituite da risposte più interattive e contestualizzate. A marzo 2025, Google ha rilasciato Google AI Overview anche in Italia, segnando un nuovo punto di svolta per chi si occupa di visibilità organica.
Più che una fine imminente, stiamo quindi assistendo a una trasformazione: la ricerca sta diventando sempre più conversazionale e distribuita tra diversi touchpoint, aprendo nuove opportunità per aziende e professionisti del digitale.
2. Come cambia il processo di ricerca
Tutti conosciamo in prima persona il processo di ricerca che avviene attraverso i motori di ricerca classici (SE – Search Engine): l’utente inserisce una query (ovvero una richiesta), analizza i risultati e, se necessario, ripete la ricerca per affinare le informazioni trovate. Con l’integrazione dell’AI nei motori di ricerca (SEAI – Search Engine with AI), il ruolo dell’utente cambia: invece di eseguire direttamente la ricerca, si limita a spiegare all’AI cosa sta cercando (prompting). A questo punto, l’intelligenza artificiale interpreta la richiesta, effettua la ricerca autonomamente e restituisce le informazioni più rilevanti già elaborate. Questo approccio riduce il tempo impiegato dall’utente per analizzare i risultati e facilita l’accesso a risposte più precise e contestualizzate. In entrambi i casi, il processo di ricerca avviene, ma con una differenza sostanziale: nel modello AI, è l’intelligenza artificiale a svolgere il lavoro di “scrematura” al posto dell’utente, semplificando l’esperienza e migliorando l’efficienza dell’accesso alle informazioni. Diventa quindi evidente la necessità di ottimizzare le strategie di visibilità, per passare attraverso questo filtro effettuato dall’AI ed essere inclusi nei risultati proposti all’utente.
2.1 Risultato? Alto coinvolgimento e conversioni superiori alla media
L’analisi dei dati su alcuni nostri progetti mostra un traffico altamente qualificato e propenso alla conversione. Con un tasso di coinvolgimento del 76,11% e un tasso di conversione del 63% (contro una media del 20% degli altri canali), questi risultati indicano che gli utenti che arrivano attraverso i motori di ricerca AI non solo interagiscono attivamente con i contenuti, ma compiono anche azioni concrete, come richieste di informazioni.
3. Nasce la GEO (Generative Engine Optimization) o SEO per AI: che cos’è?
La GEO (Generative Engine Optimization) è una nuova disciplina che si concentra sull’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca basati su AI generativa, come ChatGPT, Google SGE (Search Generative Experience), Perplexity AI. A differenza della tradizionale SEO, che mira a migliorare il posizionamento sui motori di ricerca classici, la GEO si occupa di ottimizzare il sito web e i contenuti affinché vengano compresi e citati dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
3.1 Principali differenze tra SEO e GEO
| Caratteristica | SEO (Search Engine Optimization) | GEO (Generative Engine Optimization) |
| Obiettivo | Migliorare il ranking nelle SERP tradizionali | Ottimizzare i contenuti per l’inclusione nelle risposte AI |
| Target | Algoritmi dei motori di ricerca (Google, Bing) | Modelli AI generativi (Google SGE, Bing Chat, ChatGPT, Perplexity AI) |
| Fattori chiave | Parole chiave, backlink, esperienza utente | Contenuti strutturati, autorevolezza, dati contestuali chiari |
| Formato | Testi, immagini, video | Testi ottimizzati per il riconoscimento AI, contenuti semantici ben organizzati |
4. La SEO evolve velocemente: questo è il momento di agire
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca e l’evoluzione delle dinamiche di conversione dimostrano che la SEO non è più solo una questione di posizionamento, ma di capacità di intercettare e coinvolgere un pubblico realmente interessato. I dati confermano che un approccio strategico e mirato può portare a tassi di conversione nettamente superiori rispetto ad altri canali, dimostrando l’importanza di un’ottimizzazione avanzata. Per restare rilevanti e competitivi, è fondamentale adattarsi ai nuovi scenari, adottare le ultime evoluzioni della disciplina e affinare continuamente le strategie SEO, sfruttando al meglio le opportunità offerte dall’AI e dalle nuove modalità di ricerca che si stanno già imponendo sul mercato.
5. SAY può aiutarti a posizionarti sui tool di AI: ecco come
L’evoluzione dei motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale sta cambiando le regole della visibilità online. Per rimanere competitivi, noi di SAY continuiamo a studiare attentamente come adattare le strategie SEO a questo nuovo scenario.
Ecco alcuni degli aspetti chiave su cui ci stiamo concentrando, per portare valore ai nostri clienti:
- Contenuti strutturati e mirati → Gli AI Search Engine favoriscono testi chiari e ben organizzati. Stiamo approfondendo le migliori strategie per rendere le informazioni facilmente fruibili dall’AI.
- Ottimizzazione per le risposte AI → I motori di ricerca generativi selezionano contenuti direttamente dalle pagine web. Stiamo lavorando per migliorare la presenza dei nostri progetti nei risultati generati dall’intelligenza artificiale.
- SEO conversazionale → Le ricerche stanno diventando sempre più naturali e discorsive. Stiamo studiando e testando in diversi scenari come adattare al meglio i contenuti per rispondere efficacemente alle nuove modalità di ricerca.
- Affidabilità e autorevolezza → Le AI premiano le fonti credibili. Nei progetti che seguiamo, puntiamo a consolidare l’autorevolezza attraverso contenuti di qualità e strategie basate su dati concreti oltre ad una maggior sinergia tra SEO e Ufficio Stampa.
Per trarre il massimo beneficio, serve quindi costruire un intero ecosistema, che SAY può garantire con le sue tre divisioni: Creativity, Performance and Relations.